CONOSCI IL SEGRETO DELLA COMUNICAZONE?

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Pensi di possedere già il segreto della comunicazione? Hai una buona capacità di risoluzione dei conflitti e una comunicazione efficace con il tuo figlio?

Tutti abbiamo problemi di comunicazione… Parole, quante parole che usiamo tutti i giorni… e più parliamo meno ci capiamo. Nell’era della comunicazione abbiamo tutti difficoltà a comprenderci.

Comunicazione viene dal latino communicare, composto da cum “con” e munire “legare”, pertanto è mettere in comune, rendere partecipe.

L’operazione attraverso la quale trasmettiamo delle informazioni è l’azione, consapevole o inconsapevole, verbale o non verbale, tramite la quale si fanno conoscere agli altri le proprie idee, i propri sentimenti, i propri interessi o le proprie convinzioni.

“Il maggior problema della comunicazione è l’illusione che sia avvenuta.” – George Bernard Shaw 

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Genitore ideale- Quali regole dare ai bambini?

Le regole, quali servono (o forse non servono) per educare i nostri figli? Quante e quali regole bisogna dare ai bambini? Quanta confusione…

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regole

Quali regole dare ai bambini? Le regole, quali servono (o forse non servono) per educare i nostri figli? Quante e quali regole bisogna dare ai bambini? Quanta confusione…

Per poter prendere una posizione ed esprimere una propria opinione, abbiamo una grossa difficoltà da superare. Dovremmo cioè definire esattamente il significato della parola. Non possiamo parlare di una qualsiasi cosa, pensando tutti alla stessa cosa, ma che per ognuno ha un significato diverso.

“La regola d’oro è che non ci sono regole d’oro.” – George Bernard Shaw

Quindi, prima di tutto si dovrebbe sapere esattamente cosa significa la parola regola. Molto spesso si attribuiscono significati personali alle parole. Per evitare l’interpretazione soggettiva,  ci viene in aiuto il dizionario, con le sue varie definizioni:

  • Ordine costante, ripetutamente verificato, di una serie di eventi
  • Norma di comportamento dettata perlopiù dalla consuetudine, dall’esperienza
  • Misura, moderazione
  • Modalità convenzionalmente stabilita secondo la quale si svolge un’attività
  • Complesso di norme che governano la vita di un ordine religioso
  • Norma che prescrive un certo comportamento linguistico, etc.

“Non ci sono eccezioni alla regola, che a tutti piace essere un’eccezione alla regola.” -Charles Osgood

Se le regole sono un ordine costante, ripetuto, delle norme che regolano il comportamento, dettato dalla consuetudine, non verrà un pò a meno la fantasia e la creatività? Personalmente, mi vengono in mente le file indiane, le file di soldati, il cambio della guardia della regina Elisabetta…

Non sono forse dei movimenti stereotipati, sempre uguali, meccanici come quelli eseguiti da dei robot? Intendo, hai presente la differenza tra un sirtaki e una bachata?

“Per studiare musica, dobbiamo imparare le regole. Per creare musica, dobbiamo dimenticarle.” – Nadia Boulanger

La regola è però anche moderazione, modalità convenzionalmente stabilità, complesso di norme che regolano la vita e che prescrivono comportamenti…

Quindi le regole sono anche i limiti di velocità su strada, la guida a destra e i semafori, il galateo, il regolamento condominiale, etc. Sarai d’accordo con me che sti benedetti semafori ci servono, che non possiamo passare tutti insieme, o in base al fatto che il mio colore preferito sia il rosso piuttosto che il verde…

Quindi ste regole ci servono oppure no? Ma soprattutto quali regole dobbiamo insegnare ai nostri figli?

“Alcune regole non sono altro che vecchie abitudini che le persone hanno paura di cambiare.” – Therese Anne Fowler

Tutte le regole sono deleterie per i nostri figli e creano ribelione, quando vengono imposte, quando creano malessere, quando non c’è una ragione sufficientemente valida da impedire la trasgressione delle stesse.

L’abitudine di noi adulti è di forzare i bambini ad apprendere delle nostre regole. Spesso lo facciamo anche imponendole con tutti mezzi ai nostri figli.

Il semaforo rosso mi può salvare la vita e un bambino è sufficientemente intelligente da capire questo anche in tenerissima età. Quello che forse non riesce a capire potrebbe essere ad esempio, il perché non può fare la scarpetta sul proprio piatto, quando il sugo della nonna è così tanto buono, ed è invece meglio buttarlo via.

“Le regole sono per gli stupidi e non rappresentano per il saggio più che un orientamento generale.” -Wilbur Smith

Tornando al discorso del semaforo, abbiamo detto che è utile per salvarci la vita ed anche per facilitarci nel quotidiano, ma è pur sempre una convenzione, utile, ma semplicemente una convenzione socialmente condivisa.

Potremmo decidere tutti quanti che da domani si passi con il giallo e che per fermarsi bisogna aspettare il viola. Lo vediamo benissimo in Inghilterra come tutti guidano al contrario del resto del mondo. Hanno semplicemente scelto e deciso convenzionalmente che questa sarebbe stata la loro regola.

Potremmo inoltre dire che le regole sono anche fortemente influenzate dalla tradizione, dalla religione e dalla cultura di appartenenza. Indipendentemente dal fatto che siano (o vengano considerate) etiche o meno, esistono delle regole accettate convenzionalmente e che permettono determinati comportamenti.

La nostra cultura ha scelto ad esempio come regola la monogamia, a differenza di altre culture. Alcuni hanno la regola di venerare gli animali come le mucche, altri di mangiare animali domestici, altri ancora di ammazzare gli agnelli a Pasqua, altri hanno le regola di finire tutto nel piatto ed altri di lasciare l’avanzo, altri di fare l’albero a Natale.

“Tutte le leggi sono fatte da vecchi e da uomini. I giovani vogliono le eccezioni, i vecchi le regole.” -Johann Wolfgang Goethe

Ora, indipendentemente da ciò che ci viene imposto, fin da quando siamo bambini, abbiamo comunque una nostra struttura interna, un nostro temperamento, un nostro sentire interiore e una nostra propria coscienza, che non sempre riesce ad ammettere e condividere tutte le regole scelte da altri.

Quando obblighiamo i nostri figli ad accettare regole che non condividono, togliamo loro la creatività e reprimiamo la loro coscienza, a forza li adattiamo creando in loro disaggio e malessere. Tarpiamo loro le ali creando i presupposti per lo sviluppo di adulti frustrati che vivono vite smarrite e inappaganti, che non accettano il proprio sentire interiore, quando questo non fa parte delle regole socialmente condivise.

Quindi, anche da adulti, impariamo ad essere ubbidienti bloccandoci nelle situazioni che ci si presentano, perché non vediamo alternative, ci mancano le istruzioni dall’esterno. Non siamo più in grado di trovare soluzioni, ci serve un esperto che ci guidi in tutto, che ci dia delle dritte.

Persone molto “brave”, ma incapaci di prendersi le responsabilità della propria vita, il potere delle scelte nelle proprie mani. Sei sicuro di volere questo per i tuoi bambini?

“Le regole e i modelli distruggono il genio e l’arte.” -William Hazlitt

Molti genitori appagano il proprio ego attraverso il ruolo genitoriale. In effetti, quanto piacere si trae quando il figlio piccolissimo, a richiesta sa ripetere i suoi comandi, balla e dice le poesie a parenti e amici.? E questo succede anche se impara le tabelline già in seconda, oppure se scrive ancora prima di iniziare la scuola.

Al contrario non sappiamo come gestire la frustrazione (o siamo molto in difficoltà), quando il proprio figlio adotta dei comportamenti diversi da quelli che noi reputiamo corretti per la nostra personalità, o che tutti consideriamo una buona regola, convenzionalmente accettata.

Trattiamo tutti allo stesso modo, vogliamo che tutti imparino le stesse regole indistintamente, anche quando per loro questa è una imposizione inutile, che non capiscono e che vedono come una cosa che toglie soltanto loro del tempo dal gioco.

“Si fanno le regole per gli altri, e delle eccezioni per sé stessi.” -Charles Lemesle

Si sta seduti a tavola per almeno un’ora finche tutti non finiscono di mangiare. Questa regola di per sé non è sbagliata. Ma è una regola imposta a tutti, anche a chi ha un carattere un po’ più irrequieto, a bambini molto piccoli o semplicemente più vivaci.

Si mangia tutti seduti a tavola, si aspetta di iniziare e di finire tutti insieme. Cosa bellissima, nulla da dire, ma è davvero tanto importante questa regola per te. Credi davvero che tuo figlio avrà vita dura e sarà un disadattato se non si comporterà sempre così?

Tu non mangi mai sul divano, non ti capita mai di guardare il cellulare, non mangi mai in piedi al bar in cinque minuti? Ti senti per questo una persona che non è apposto come gli altri?

“I più grandi crimini nel mondo non sono commessi da persone che infrangono le regole, ma da persone che seguono le regole. E’ gente che segue gli ordini che bombarda e distrugge villaggi.” – Banksy

Alcune regole servono per facilitarci la vita, per evitare equivoci nella comunicazione, per capirci al volo. Ma il più delle volte, abbiamo regole anche per come si devono fare i nodi ai lacci delle scarpe.

Non credi anche tu che il tuo figlio vivrà una vita molto più serena e appagante se riuscirai a dargli poche regole chiare e da lui condivise, che lo guidino come una bussola nella vita? Pensi davvero che se invece lo lascerai esprimersi liberamente diventerà un selvaggio incapace di stare al mondo?

Tutto questo soltanto perché fa la scarpetta al piatto che adora, non vede l’ora di finire di mangiare per poter giocare o non usa la forchetta come dice il galateo o perché giocando così poi si sporca, quando invece i bambini è regola che siano belli puliti

“La coscienza è la più mutevole delle regole.” -Luc de Clapiers de Vauvenargues

Pensi di poter cambiare qualcosa da oggi in poi, di dover modificare alcune delle tue abitudini nel definire le regole per tuo figlio?

Vorrei conoscere le tue riflessioni o la tua personale esperienza, quindi mi piacerebbe se la riportassi nei commenti. Grazie!

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A presto!

 

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