SCUOLA IDEALE- EFFICIENZA O EFFICACIA?

La scuola prepara all' efficienza o efficacia?
EFFICIENZA O EFFICACIA?

“Se la scuola fosse più efficace, la televisione non sarebbe tanto potente.” – (John Condry, Ladra di tempo, serva infedele, 1993)

I termini efficienza o efficacia, sono spesso usati indistintamente come sinonimi, quando in realtà esprimono due concetti ben distinti.

Nella società attuale si parla e si ricerca ovunque l’efficienza, sviluppando sempre di più prodotti e servizi ogni giorno più all’avanguardia.

Ad esempio si creano prodotti innovativi con un’efficienza energetica migliore, oppure software sempre più veloci, in grado di elaborare un’ immensità di dati in pochissimo tempo.

“La democrazia divide gli uomini in lavoratori e fannulloni. Non è attrezzata per quelli che non hanno tempo per lavorare.”-(Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909)

Ci siamo abituati a considerare l’efficienza come la soluzione a tutti i mali, come un sinonimo di valore e capacità. In un sistema produttivo incentrato sul maggior profitto, effettivamente è indispensabile utilizzare strumenti efficienti per la formazione dei nostri guadagni.

In quest’ ottica però,  in effetti allarghiamo automaticamente il concetto e la sua applicazione anche all’essere umano, concludendo che la capacità di raggiungere un obbiettivo prefissato è sinonimo di efficienza, anche lavorativamente a scapito del tempo libero e di altre attività sociali.

“Il lavoro, lo scambio dell’uomo con la natura, è una parte così fondamentale della esistenza umana, che soltanto quando esso smetterà di essere alienato, potrà essere produttivo anche il tempo libero. Comunque non si tratta soltanto di modificare la natura del lavoro, ma anche di operare un cambiamento complessivo sociale e politico in una ben precisa direzione: subordinare l’economia alle esigenze reali dell’uomo.” (Erich Fromm, Anatomia della distruttività umana, 1973)

La società richiede efficienza, essendo prevalentemente incentrata sul profitto. Noi tutti sentiamo quotidianamente  la pressione dell’efficienza in tutto ciò che facciamo.

Pertanto anche le nostre scuole non possono far altro che adeguarsi alle richieste della società e voler prima di tutto formare adulti efficienti, puntando prevalentemente sull’ ottenimento di risultati e su un conseguente sempre maggior rendimento.

“Ogni bambino per sua natura è curioso. Poi va a scuola.” -(Silvana Baroni, Laccati di cristallina neppure i fossili sono più quelli di una volta, 2007)

Efficacia ed efficienza sono concetti in effetti molto importanti ad esempio nel mondo del lavoro.Efficienza è la competenza è la prontezza nell’assolvere le proprie mansioni.

Efficienza  nel lavoro è la capacità di raggiungere i massimi risultati richiesti con minor costo possibile. Essere in piena e perfetta efficienza significa rendere al massimo.

“Sparisce il confine tra lavoro e tempo libero, e il primato del rendimento penetra nelle reazioni più sottili. Tutto diventa, anche contro la volontà dei soggetti, oggetto di calcolo.” -(Theodor Adorno, Minima moralia, 1951)

In partica, però significa anche ridursi ad essere dei robottini, delle macchinette senza personalità in grado di eseguire dei comandi alla perfezione, nel minor tempo possibile ed eventualmente senza mettere mai in discussione la ragione di quello che stiamo facendo.

La creatività, le relazioni, tutto ciò che non è produttivo viene considerato tempo perso, elementi che inficiano la qualità dell’efficienza.

“La farsa di molte persone laboriose. Con un eccesso di sforzo esse si procurano tempo libero e dopo non sanno farsene altro che contare le ore finché non siano trascorse.” -(Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80)

Mentre l’efficienza valuta l’abilità di eseguire una determinata azione impiegando le risorse minime indispensabili, l’efficacia indica la capacità di raggiungere l’obiettivo prefissato.

Efficacia infatti è la capacità di produrre l’effetto e i risultati voluti.

In quest’ottica, l’efficacia di un provvedimento, di un’azione o di un’attitudine è direttamente proporzionata alla generazione degli effetti connessi al suo compimento.
Le azioni possono essere efficienti ma per niente efficaci ed anche l’incontrario.

Siamo molto efficaci e molto efficienti quando raggiungiamo il massimo spendendo il minimo e ottenendo il risultato prefissato.

Allora, prediligere una o l’altra, facendo una distinzione tra l’ efficienza e l’efficacia o …servono entrambe? Possiamo far diventare tutti efficienti ed efficaci allo stesso tempo?

Come possiamo formare i nostri ragazzi senza farli sentire degli incapaci, inadeguati a questa società competitiva?

“Dopo aver tanto predicato la virtù del duro lavoro, è difficile che le autorità possano proporre un paradiso dove si fatichi poco e ci si riposi molto. È più probabile che esse trovino continuamente nuovi sistemi per dimostrare che il tempo libero deve essere sacrificato alla produzione.” – (Bertrand Russell, Elogio dell’ozio, 1935)

Reputo la mia soluzione efficiente ma soprattutto efficace in termini di realizzazione personale di ognuno di noi.

Se efficiente è chi fa le cose nel modo giusto, efficace è chi fa le cose giuste.

Efficienti dovrebbero essere le macchine che creiamo e utilizziamo nel quotidiano, per produrre in modo impeccabile sempre lo stesso tipo di risultato.

Ad esempio il PC che stiamo utilizzando deve essere veloce e affidabile. I robot industriali per i lavori in catena devono essere in grado di produrre il risultato per il quale sono stati creati nel tempo concordato.

È vero che attualmente ci sono persone che lavorano in questo modo, come le macchine senza fare obbiezioni, persone abituate alla routine e che sembrano preferire questo tipo di lavoro. In realtà sono reduci di un’era industriale, di insegnamenti ricevuti da una scuola in cui questi erano gli obbiettivi primari, creare forza lavoro, manodopera efficiente.

Anche se i tempi sono cambiati, rimane in molti questa abitudine radicata come unico modo possibile, per vari motivi come la mancanza di autostima o di coraggio di cambiare. In alcuni casi addirittura si tratta di persone arrese alla vita e alle difficoltà, che hanno perso la gioia della creatività, dell’appagamento derivante dal lavoro e dall’ autorealizzazione.

Efficaci invece dovrebbero essere le persone, affinché trovino strategie utili al raggiungimento di uno scopo finale, utilizzando soluzioni creative. Nel attuale mercato del lavoro è sempre maggiore la richiesta di capacità di problem solving, di proposte innovative.

L’efficacia prevede avere una libertà di pensiero, una libertà personale e una capacità di assunzione delle responsabilità. È una grossa perdita per un datore di lavoro non essere disposto a incentivare la gratificazione lavorativa dei collaboratori derivante dalla libertà di azione.

“La scuola oggi è incapace di sviluppare quelle competenze e quei talenti che sono oggi necessari per continuare ad appartenere a una società industriale avanzata. È talmente distaccata dalle vere esigenze del mondo del lavoro da essere diventata, in larga misura, una fabbrica di disoccupati con la laurea.” -(Piero Angela, Nel buio degli anni luce, 1977)

Fortunatamente i nostri bambini possono essere la generazione in grado di acquisire queste capacità in maniera molto semplice. Se nelle nostre scuole ci ispirassimo agli insegnamenti di Maria Montessori, i nostri figli sarebbero in grado di sviluppare le nuove competenze indispensabili nel mondo del lavoro di oggi.

“I miei problemi sono iniziati con la prima educazione. Andavo in una scuola per insegnanti disagiati.” -(Woody Allen)

L’efficacia deve quindi precedere l’efficienza.

Ha senso lavorare 12 ore al giorno con disciplina, determinazione e sacrificio se quello che stiamo facendo lo reputiamo sbagliato, lo facciamo senza gioia, lo reputiamo inutile perché non ha uno scopo finale valido o non appaga il nostro bisogno di realizzazione personale?

Dovremmo riconsiderare il valore dell’efficacia, quindi della capacità di individuare soluzioni semplici ed originali a problemi complessi, considerando di primaria importanza l’obbiettivo finale.

L’efficacia è massimizzare il risultato minimizzando le risorse impiegate. 

Essere efficaci non significa solamente essere capaci di produrre un effetto, ma soprattutto saper identificare i giusti obbiettivi sui quali impegnarsi, e successivamente trovare strategie semplici ed originali per raggiungerli.

Mi piacerebbe conoscere le tue riflessioni o la tua personale esperienza , e ti chiederei di riportarla nei commenti qui sotto. Grazie!

Se l’articolo ti è piaciuto puoi sentirti libero/a di condividerlo e ricordati di registrarti sul sito nella sezione NEWSLETTER o di mettere un like sulla pagina facebook se vuoi ricevere i futuri articoli di bambino ideale

A presto!

SCUOLA IDEALE – STORIA

SCUOLA IDEALE – STORIA

 SCUOLA IDEALE.jpeg” La storia è poco più che il registro dei delitti, delle follie e delle disgrazie dell’umanità”.- Edward Gibbon

In questi giorni mi è capitato di leggere una notizia sulla COLUMBUS DAY e su Cristoforo Colombo. L’ eroe grandioso, il visionario che ha scoperto l’ America …ops, questo è quello che viene insegnato a scuola…

In questi giorni invece sento parlare di americani che distruggono le sue statue e di quanto fosse sanguinario Cristoforo Colombo, un criminale che ha massacrato e schiavizzato i nativi americani, e di quanto non fosse per niente un eroe.

“Storia. Resoconto per lo più falso di eventi per lo più irrilevanti provocati da sovrani per lo più mascalzoni e da soldati per lo più folli.” – Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Credo di essere la persona meno adatta al mondo a parlare di storia, in quanto l’ ho sempre odiata e quindi mi sono rifiutata di studiarla. Per me la storia, oltre ad essere un susseguirsi di atrocità, guerre e genocidi, è sempre stata un’ enorme menzogna che veniva raccontata da storici più o meno consapevoli e complici delle istituzioni, adattandola a favore del paese d’appartenenza.

“I libri di storia vanno considerati come opere di pura immaginazione. Sono racconti fantastici di fatti mal osservati, accompagnati da spiegazioni inventate a cose fatte. Se il passato non ci avesse trasmesso le sue opere letterarie, artistiche e monumentali, non conosceremmo nulla di vero.” – Gustave Le Bon, Psicologia delle folle, 1895

Successivamente, gli insegnanti non fanno altro che riproporla, dando i voti migliori a chi sa ricordare le date e i fatti, così come sono scritti nel libro di testo. Per lo meno questa è stata la mia esperienza con la storia. Molte volte, parlando del mio pensiero, trovavo pareri contrariati di gente che invece la storia l’aveva studiata. In effetti, venivo un po’ assalita dal dubbio, quando mi dicevano che era importante perché la storia insegna a non fare gli stessi errori, che la storia personale bisogna conoscerla e onorarla, così come quella del proprio paese perché sono le proprie radici.

“Uno spirito serio, onesto non capisce nulla, non può capire nulla, della storia. In cambio questa è mirabilmente adatta a nutrire di delizie un erudito sardonico.” – Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, 1973

Non sono per niente sicura di voler imparare a memoria cose raccontate da altri, di cui non ho la certezza dei fatti, ed anche fossero veri questi fatti, non sono sicura che mi potrebbero realmente servire. A tal proposito, il fatto che personaggi come Karl Popper affermi che i fatti storici possono essere soltanto interpretazioni, o come Voltair dichiari che la storia non è altro che delitto e sventure, sono giustificata a credere che forse non è soltanto la mia esperienza o una mia personale impressione, pertanto, almeno per adesso, rimango contenta di aver provato una certa repulsione verso la storia.

“La storia non conosce soluzioni, ma situazioni.” – Nicolás Gómez Dávila, ibidem

In realtà, credo che conoscere bene i fatti storici renda cinici e prevenuti. Penso che sia principalmente questo, il piacere che si prova a parlare di condottieri e di sanguinari divenuti improvvisamente degli eroi. Ci si identifica nei loro pensieri, nel loro potere su un altro essere umano, nelle loro strategie di guerra e si apprezza la loro intelligenza a servizio della malvagità messa in atto. Già, anche se tutto questo è a discapito di esseri umani, è però al servizio della propria buona causa, alla propria patria… Chissà perché mi viene in mente la nuova moda di chiamare le guerre “missioni di pace”, si saranno forse ispirati alla storia…?

I piccoli assassini fanno la piccola cronaca; i grandi massacratori la grande storia.” – Roberto Gervaso, La volpe e l’uva, 1989

Orrore, puro orrore è ciò che provo pensando che cose e persone come queste vengano insegnate ai nostri figli come meritevoli, degne di essere commemorate.

Disgusto è ciò che provo anche pensando all’ipocrisia del sindaco di Genova rivolgendosi agli studenti, parlando di un sanguinario schiavista, responsabile di crudeltà che non dovrebbero neanche esistere nell’immaginario dell’ essere umano, riportandolo invece come modello: “L’impresa di Colombo deve insegnarci che le nostre coscienze non devono essere assopite e che è fondamentale osare: affrontate tutto con spirito critico, formate le vostre opinioni, anche se la vostra voce è fuori dal coro e magari venite considerati dei visionari, proprio come Colombo”

“Torture, massacri, roghi: ecco la storia! La storia è un carnaio. Non lo rimuginate più per conoscere questo passato di notte e di sangue. Bisogna cercar la luce nell’avvenire.”- Octave Mirbeau, I cattivi pastori, 1897

Io non sono un’insegnante, non ho la capacità di suggerire come bisogna insegnare la storia o se sia utile insegnarla oppure no. Io so solo che, se potessi farei esonerare mio figlio dall’apprendimento di queste nozioni e fatti accaduti in passato, falsi oltre che atroci. Mi piacerebbe che il tempo impiegato attualmente per insegnare la storia, fosse invece dedicato all’insegnamento di educazione emozionale o filosofia, di educazione civica o al massimo di tecnologia, materie che sicuramente serviranno in futuro.

“Il nostro unico dovere nei confronti della storia è di riscriverla.” – Oscar Wilde, Il critico come artista, 1889

Per adesso ho forti dubbi che io possa cambiare il mio pensiero, adesso ulteriormente rafforzato dal fatto che non ho trovato neanche una citazione a favore della storia. Ciò non toglie che mi piacerebbe che qualcuno porti delle evidenze per le quali io mi possa ricredere delle mie considerazioni.

“Da qualunque lato si guardi la storia d’Europa, si vedrà che è un tessuto di delitti, di follie e di disgrazie.” -Oliver Goldsmith, Il cittadino del mondo, 1762

Mi piacerebbe conoscere la tua esperienza con la storia, e ti chiederei di riportarla nei commenti qui sotto. Non parlo solo di esempi negativi, ma anche positivi, di chi forse ha avuto il privilegio di impararla o magari di insegnarla in maniera differente da come l’ho vissuta io. Grazie!

“La verità è nella storia, ma la storia non è la verità”. -Nicolás Gómez Dávila, ibidem

Se l’articolo ti è piaciuto puoi sentirti libero/a di condividerlo e ricordati di registrarti sul sito o di mettere un like sulla pagina facebook se vuoi ricevere i futuri articoli di bambino ideale.

A presto!